Restare a casa, con una rete intorno.
Una proposta HOMECAREGRUPPO per un modello regionale di assistenza domiciliare integrata L’assistenza agli anziani non autosufficienti richiede un cambiamento di prospettiva: rendere possibile la permanenza nella propria abitazione quando le condizioni personali, familiari e cliniche lo consentono, riservando alle strutture residenziali le situazioni che ne hanno effettivamente bisogno.
31 ottobre 2026

Restare a casa, con una rete intorno. Una proposta HOMECAREGRUPPO per un modello regionale di assistenza domiciliare integrata L’assistenza agli anziani non autosufficienti richiede un cambiamento di prospettiva: rendere possibile la permanenza nella propria abitazione quando le condizioni personali, familiari e cliniche lo consentono, riservando alle strutture residenziali le situazioni che ne hanno effettivamente bisogno. L’esperienza piemontese offre uno spunto concreto: affiancare ai servizi sanitari territoriali un sostegno economico per acquistare assistenza domiciliare regolare. Per replicare questo approccio in altre regioni serve però un passaggio ulteriore: trasformare il contributo in un percorso organizzato, verificabile e continuativo. Il progetto: un piano domiciliare per ogni famiglia HOMECAREGRUPPO propone una sperimentazione territoriale che colleghi Regione, Comuni, servizi sociali, aziende sanitarie, medici di famiglia, RSA e operatori dell’assistenza. Il percorso parte dalla valutazione dei bisogni e dalla verifica della sostenibilità dell’assistenza a casa. La valutazione clinica e l’accesso alle prestazioni pubbliche restano affidati ai servizi competenti; l’organizzazione quotidiana viene costruita con la famiglia attraverso un referente operativo riconoscibile. Il piano deve indicare prestazioni, orari, responsabilità, costi, copertura economica e modalità di gestione delle assenze. Deve inoltre prevedere rivalutazioni quando cambiano le condizioni della persona. Il ruolo delle aziende come HOMECAREGRUPPO Le imprese e le cooperative dell’assistenza possono svolgere una funzione decisiva: collegare i servizi disponibili e garantirne la continuità operativa. Nel progetto, HOMECAREGRUPPO può proporsi per: • analizzare i bisogni organizzativi della famiglia e individuare le soluzioni assistenziali disponibili; • supportare l’individuazione e l’inserimento degli assistenti familiari, nel rispetto delle autorizzazioni richieste per le attività svolte; • organizzare servizi domiciliari, interventi OSS e accessi di professionisti abilitati; • predisporre sostituzioni, sollievo ai caregiver e assistenza nelle fasi successive alle dimissioni; • assistere nella gestione amministrativa del rapporto di lavoro domestico e nella documentazione delle spese; • mantenere un contatto periodico con la famiglia, rilevando criticità da segnalare ai servizi competenti. Il valore aggiunto non consiste soltanto nel trovare una badante, ma nel costruire un’organizzazione che continui a funzionare nel tempo. Un sostegno economico collegato a servizi reali La proposta regionale dovrebbe prevedere un contributo graduato in base a bisogno assistenziale e condizioni economiche, utilizzabile secondo regole trasparenti per lavoro domestico regolare e servizi domiciliari qualificati. Occorre distinguere chiaramente le spese finanziabili: assistenza familiare, servizi professionali ed eventuale coordinamento. Quest’ultimo non va considerato automaticamente rimborsabile: deve essere espressamente previsto dalla misura oppure esposto separatamente alla famiglia. Anche i tempi di pagamento contano. Un rimborso tardivo può escludere proprio i nuclei che non dispongono della liquidità per anticipare la spesa. Per questo il progetto dovrebbe valutare anticipazioni o pagamenti diretti ai fornitori, con adeguati controlli. RSA aperte al territorio Le RSA possono diventare partner della domiciliarità attraverso servizi diurni, ricoveri temporanei di sollievo, supporto specialistico e percorsi di transizione dopo una dimissione, dove consentito dall’organizzazione e dalle autorizzazioni regionali. L’obiettivo è ridurre gli ingressi evitabili e offrire risposte appropriate. Quando l’assistenza a casa non è più sicura o sostenibile, l’accesso alla struttura deve essere tempestivo: restare al domicilio non deve diventare un obbligo imposto alla famiglia. Una sperimentazione misurabile Si propone un progetto pilota di dodici mesi in uno o più ambiti territoriali, con una platea definita in base alle risorse e alla capacità effettiva dei servizi. La verifica dovrebbe misurare tempi di attivazione, ore realmente erogate, continuità delle sostituzioni, carico dei caregiver, soddisfazione delle famiglie e costo complessivo per assistito. Accessi ospedalieri e ingressi in RSA andrebbero analizzati rispetto alla situazione iniziale e, ove possibile, a un gruppo comparabile: i risparmi devono essere dimostrati, non promessi. La proposta di HOMECAREGRUPPO alle istituzioni HOMECAREGRUPPO si propone come partner operativo per progettare e sperimentare una rete territoriale capace di unire assistenza familiare, servizi alla persona e raccordo con i professionisti e i servizi pubblici. La sfida è dare alle famiglie una scelta praticabile: vivere a casa con assistenza adeguata, personale regolare e un riferimento organizzativo stabile. È su questa capacità concreta che può nascere un modello replicabile in altre regioni.
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